AFFINITA’E DIVERGENZE TRA LA LIBIA E NOI (ov)vero come evitare le bombe intelligenti e gli amministratori deficienti

•23 marzo 2011 • Lascia un commento

La verità è che, come quando scoppia una guerra, tutti ci ricordiamo il sapore della pace: e oggi mi ritrovo a scrivere le cose di ieri e a riflettere però sui drammi di oggi. Non sono un vero attivista, non mi piace la ribalta, odio le prime donne e come dicono alcuni “non ci metto la faccia”, ma questo non significa che mi lascio travolgere dal fatto. Sono un pacifista e la guerra non mi piace anche quando le bombe non cadono e sono un conservatore e con-servo anche quando i palazzi non crollano. Ma siccome sono un conservatore e la tutela mi scorre (mio malgrado!) nelle vene so bene che non è un crollo  – sul quale tra l’altro c’è tanto da discutere e poco da sentenziare – non fa primavera, e una rondine (di solito) fa un po’ come gli pare senza curarsi delle stagioni. Oggi piangiamo lacrime di pietre (con permesso, cito un mio caro amico) e mi pare pure giusto perché i morti si piangono e si seppelliscono e non si lasciano marcire sotto le stelle. Oggi (e solo oggi) sono permesse le disperazioni, le lacrime e i capelli strappati, le prefiche e le manifestazioni pubbliche di dolore… nel dolore oggi (e solo oggi) tutto è permesso; ma non sono permessi gli sproloqui, non sono permessi  gli “io lo dicevo” o gli “io l’avevo previsto”, non sono permessi i qualunquismi modello silvio del “un crollo al giorno e poi ci costruiscono sopra”. Oggi è permesso dichiarare e denunciare la propria indignazione di una città di s-palle: una città che nata nella gravina le ha voltato le spalle e tradisce la sua storia, in-curante della propria memoria (sigh..incurabili). Domani è un giorno diverso: domani è il giorno della scientifica valutazione dello stato dell’arte, domani comincia il giorno della soluzione. Da domani non si dovrà più sentire che il (mis)fatto è solo colpa del politico di turno, perché in realtà l’addebito è lungo e si radica nel passato meno recente, nel passato remoto di una comunità che ha scelto di non programmare, di illudersi che la soluzione sta nel render bello e turisticamente attrattivo un posto che in realtà consta di problemi strutturali (e sistemici) ben più profondi e che una spruzzatina di cipria (alla matera edizione seconda – qui nascono le gravine) possa risolvere. Io credo che faccia bene alzare la voce e urlare alla disperazione perché in fondo oggi c’è una vittima (in)consapevole e una città con un (altro) pezzo in meno. Ma da domani ci si adoperi per sedersi ad un tavolo e per studiare (nel senso più tecnico-scientifico del termine) un rimedio strutturale: non un’opera provvisionale, non una pirotecnica soluzione (elettorale o da soubrette dell’ultima ora) ma una vera soluzione pensata e non urlata. (purtroppo) Con gli urli non si risolve, non si arriva a soluzioni… anzi magari si costruisce le as-soluzioni a chi non ne avrebbe diritto. E in questo caso nessuno ne ha diritto, nemmeno l’urlante.

to be (PURTROPPO) continued

http://www.gravinalife.it/magazine/notizie/chiusa-alla-circolazione-via-giudice-montea/

CONSUETUDINI E CONSEGUENZE – estate 2010 ovvero cartolina dall’Italia

•27 agosto 2010 • Lascia un commento

Ricorderò (amaramente) a lungo quest’estate 2010, dimenticando magari il suo meglio, le vacanze, i giochi, gli amori, ma non scorderò certo quello che è accaduto all’Ita(g)lia. Non sarà facile non ricordarsi di Berlusconi e del suo governo, in crisi profonda, che (s)tenta di rimanere a galla alludendo ad una pseudo investitura personale dell’elettorato, ignorando di vivere in una democrazia parlamentare e non in una repubblica presidenziale. Non sarà semplice cancellare dalla mia mente l’allegra compagnia FIAT-Marchionne che in un giro di lancette ha cancellato conquiste sindacali di decenni di lotte. Non potrò non ricordare un ministro della (res)pubblica italiana pronto alla crisi ma a suo dire incapace di “permettersi robe come la 626″. Non potrò lasciar cadere nell’oblio dei miei ricordi un signore che spara di notte in piena Murgia ad un prete, scambiandolo per un cinghiale. Ci sono delle estati della vita, che non si dimenticheranno mai: la 2010 non la dimenticherò. La 2010 la ricorderò come l’estate delle consuetudini, come l’estate in cui le consuetudini vinsero e diventarono “legge”: l’estate in cui per sentito dire si è cambiata la legge elettorale; l’estate in cui per abitudine aziendale e convenienza economica un certo Sergio Marchionne annuncia che i suoi metalmeccanici non saranno più dei metalmeccanici, ma saranno mezzi metalmeccanici, un quarto schiavi, un quarto liberi professionisti (, s.q.b, 10 minuti di cottura a fuoco lento, ed è pronto); l’estate in cui, “povca puttana”, il MIO ministro dell’economia ha dichiarato che cambia il paniere ISTAT e che la sicurezza sul lavoro diventa un bene di lusso (IVA al 20%, non detraibile), una spesa da stornare, e chi no la rispetta non ha colpe perchè l’economia è in crisi…. benchè sufficiente non è più necessaria; l’estate in cui, in una murgia arida e desolata, per proteggere i raccolti dai cinghiali, i bracconieri (co-stretti) sparano nel buio (nella notte) contro qualsiasi massa vivente, magari dichiarando “eppur si muoveva!!!!”.

Un bacio dall’ITA(g)LIA

COMING SOON

•12 aprile 2010 • Lascia un commento


MA ANDATE A CAGARE….

•1 aprile 2010 • Lascia un commento

la benzina aumenta….

http://www.corriere.it/economia/10_aprile_01/benzina-prezzi-governo_a925f612-3d5f-11df-9bd9-00144f02aabe.shtml

[...] chiedo venia trovo un po’ esagerato
pagare tre volte un litro di benzina
sentirsi ridire con sorrisi di rame
che sono costretti dal mercato dei cambi
ma andate a cagare voi e le vostre bugie
[...]

Max Gazzè, La Favola di Adamo ed Eva

(un) PENSIERO (al giorno) LEVA IL MEDICO DI TORNO

•26 marzo 2010 • Lascia un commento

“la situazione politica in Italia è grave, ma non seria”…

Ennio Flaiano

LETTERA (aperta) AL (mio) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

•18 marzo 2010 • Lascia un commento

Egregio on. Silvio Berlusconi,

sono costretto a scriverle perché penso di non avere nessun altro mezzo per farle sentire la mia voce. Non mi piace urlare…non mi è mai piaciuto lo show, non mi sono mai piaciuti i cori (anche se a volte e per qualcuno sono necessari ed indispensabili)…lo ammetto non mi piace lei, non mi piace Grillo, non mi piace Travaglio, non mi piace chi urla senza proporre le soluzioni…non mi piacciono le persone che demoliscono senza preoccuparsi dei calcinacci che cadono dall’alto…non mi piace sputare in faccia alla gente e in gruppo invocare la gogna…mi piace comunicare e suggerire…mi piacciono i “si” ma anche i “no”…mi piace sentirmi rispondere alle domande… ma soprattutto non mi piace chi (per qualsiasi motivo) mina quello in cui credo, mina la libertà che la lotta per la democrazia mi ha donato… non mi piace chi (per qualsiasi motivo) tenta di distruggere la cosa in cui credo più nella mia vita… non mi piace in nessun caso chi (per qualsiasi motivo) sporca l’idea in cui sono cresciuto e che mi ha cresciuto…non mi piace chi (per qualsiasi motivo) non si rende conto del male che fa alla democrazia denigrando, infangando e inzozzando il sistema giustizia…non mi piace chi (per qualsiasi motivo) non è cosciente del colpo che da’ alla democrazia facendo credere ad “alcuni” che nella mia ITALIA democratica e libera non esiste più un sistema giudiziario… non mi piace chi (per qualsiasi motivo) cerca di denigrare uno degli organi che garantisce che la mia libertà, la mia democrazia, la mia pace sia possibile… non mi piace chi senza pudore alcuno si è elevato a detentore della VERITÀ a discapito di chi invece la VERITÀ dovrebbe possederla per costituzione… non mi piace chi non ammette che si commettono degli errori e non mi piace chi per dimostrare che un Pubblico Ministero (pubblico ministero = che fa le veci del popolo sovrano) sbaglia, preferisce urlare al complotto e non smentirlo con una bella sentenza… E lei non mi piacerà, anche se potenzialmente potrebbe piacermi, fino a che non avrà restituito all’Italia la possibilità di sentirsi libera di dire che ci sono delle persone che commettono dei reati, sino a che lei non permetterà alla MIA democrazia di poter tornare ad avere anche solo il dubbio provato che ci siano dei delinquenti in giro…fino a che lei non permetterà ai cittadini italiani di sapere se possono continuare a credere nella giustizia o se invece devono arrendersi al fatto che il nostro sistema giudiziario non è “giusto”, sino a che lei mi lascerà nel dubbio atroce che la MIA Italia democratica e libera è garantita da un manipolo di incompetenti faziosi, sino ad allora lei non mi piacerà… fino a quando in questo paese non verrà ristabilito un ordine delle cose lei non mi piacerà… Solo quando lei avrà il coraggio politico, umano, sociale e illuminato di dimostrarmi l’una o l’altra tesi, allora io potrò dire che lei mi piace…potrò essere o non essere politicamente d’accordo con lei, ma comunque potrò dire “lei mi piace”…e proviamo a parlarne… Le propongo, si prenda un brevissimo tempo di aspettativa, si faccia processare in ogni dove, ascoltiamo le sentenze, si liberi da questo cruccio e cominci a fare il MIO Presidente del Consiglio… ma sino ad allora lei non è il MIO Presidente del Consiglio anche se a votarla è stata una maggioranza della mia ITALIA libera e democratica… lei per me (e sottolineo per me) non è investibile del suo ruolo perchè mina i principi che regolano la MIA Italia democratica e libera… In caso contrario…non si affanni e io non me ne preoccupo…io rimmarrò nella mia ITALIA democratica e libera ma lei rimmarrà nella sua ITA(G)LIA strana, fatta di regole strane e di gente strana… ma come mi ha insegnato mio padre la diversità è la vera ricchezza…poi magari quando sarà stanco proverò a bussare alla porta di qualche altra (strana) democrazia…

Coridlai saluti

Buon lavoro

ALLA FINE……..LA FINE

•3 marzo 2010 • Lascia un commento

Alla fine vincerà il buon (non) senso.

Alla fine vincerà chi urlerà di più.

Alla fine vincerà chi griderà al complotto.

Alla fine perderanno le regole, perché non sarà più ncessario scrivere delle regole.

Alla fine sarà normale dire che un giudice ce l’ha con me.

Alla fine…il reato non è reato o almeno lo è solo perché la legge è stata scritta così.

Alla fine…una scadenza è relativa.

Alla fine… sono immorale solo perché la morale non l’ho scritta io.

Alla fine….

Alla fine chi perde siamo noi.

Alla fine c’è sola la fine… di una semplice illusa idea di democrazia.

TU CHIAMALE SE VUOI… DISTRAZIONI

•26 febbraio 2010 • Lascia un commento

La (dis)informazione giornalistica degli ultimi anni (non) mi lascia sbigottito ma a volte credo sia opportuno stupirsi di quello che accade, di quello che si ascolta in tv e di quello che si legge sui giornali. Ora, accade che un millantato avvocato inglese in rapporti con un noto (ex) imprenditore italiano, finisce sotto giudizio per un accusa di corruzione;  dopo due gradi di giudizio, il processo a carico di questo gran signore, finisce nelle mani della cassazione che ieri ha deciso: estinto, il reato a carico del nostro aitante avvocato inglese, è scaduto, come un brik di latte fresco lasciato al sole. Lasciando stare ogni forma polemica di giudizio personale sulla sentenza, quello che mi (s)concerta (molto di più) sono le reazioni e le dissacranti parole spese in merito. Dagli inspiegabili “..sono finite le persecuzioni..” si è passati inesorabilmente ai “…l’assoluzione decisa dalla cassazione…”.  A questo punto, per mia semplice chiarezza son corso a cercare in rete (come fanno quelli a cui gli viene diagnosticata una malattia impronunciabile) un po di delucidazioni giuridiche in merito.

La prescrizione è un istituto giuridico che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo. Essa ha valenza civile e penale. Nel diritto civile indica quel fenomeno che porta all’estinzione di un diritto soggettivo non esercitato dal titolare per un periodo di tempo indicato dalla legge. La ratio della norma è individuabile nell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici. In diritto penale determina l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. La ratio della norma è che, a distanza di molto tempo dal fatto, viene meno sia l’interesse dello Stato a punire la relativa condotta, sia la necessità di un processo di reinserimento sociale del reo.[fonte: WIKIPEDIA]

Art. 530. Sentenza di assoluzione.1. Se il fatto non sussiste, se l’imputato non lo ha commesso, se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero se il reato è stato commesso da persona non imputabile o non punibile per un’altra ragione, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione indicandone la causa nel dispositivo. 2. Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile. 3. Se vi è la prova che il fatto è stato commesso in presenza di una causa di giustificazione o di una causa personale di non punibilità ovvero vi è dubbio sull’esistenza delle stesse, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione a norma del comma 1. 4. Con la sentenza di assoluzione il giudice applica, nei casi previsti dalla legge, le misure di sicurezza. [fonte: CODICE DI PROCEDURA PENALE]

Art. 157. Prescrizione. Tempo necessario a prescrivere. La prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria [fonte: CODICE DI PROCEDURA PENALE]

E allora non riesco proprio a capire questo servizio del TG1

http://tv.repubblica.it/copertina/il-tg1-assolve-mills/43148?video

Ma dai,  sono solo distrazioni…

A PROPOSITO DI NIKOS SALINGAROS: UN FONDAMENTALISTA CONTRO I FONDAMENTALISMI

•3 agosto 2009 • 2 commenti

Beh tra un po’ di tesi e il lavoro sono riuscito anche a leggere “No Alle Archistar: Il Manifesto Contro le Avanguardie” , ultima “opera” di Nikos Salingaros…anzi alla fine l’ho letto…(forse) con poca attenzione ma comunque con la giusta concentrazione che il tremolio del 5 o del 14 permettono alle otto di mattina e alle nove di sera e con un po’ di musica sparate nelle orecchie…si potrebbe dire che non l’ho proprio studiato ma sicuramente l’ho letto con una discreta attenzione. Il testo a  mio parere è sbalorditivo e non si può solo leggerlo…bisogna proprio leggerlo…Perché è sbalorditivo leggere con quanta rabbia reazionaria gli anti-fondamentalisti riescano a trasformarsi in fondamentalisti contro il fondamentalismo del modernismo… Ma questa (probabilmente) è solo la (piccola) visione di un (modesto) lettore. Cercando di argomentare (più o meno) seriamente dovrei citare frattali, sensibilità dei materiali e materiali sensibili, il (neo)umanesimo, il nichilismo del movimento moderno, la tecnologia e la macchina, Le Courbu…ma sarebbe compito arduo per me descrivere del [dis]piacere di leggere questo (saggio) del Prof. Salingaros. Invece le scrivo solo che per me (ed è giusto che io lo scriva visto che il libro è destinato anche a me) che il Prof. Salingaros pensa bene (e magari scrive pure bene): fa bene a pensare che probabilmente sarebbe più corretto che l’architettura torni a progettare spazi e luoghi per l’uomo e dell’uomo, che l’architettura si occupi del costruire e non del mood, insomma che pensi a fare l’architettura. Ma fin qui nulla di nuovo. Per anni in facoltà (a Bari) ci hanno (giustamente) ossessionato con ‘sta storia: in effetti che il progetto dello spazio (per l’uomo) urbano dovrebbe essere il problema centrale della progettazione è roba vecchia secoli. Il problema è sul tavolo da ben prima che io prendessi in mano una matita (non molto ma neanche poco)…ma ciò che delude è che neanche questo testo (nonostante le premesse) proponga una “vera” soluzione anzi si guarda bene dal darla. Accenna, allude alla storia, al decoro, alla natura…ma le proposte dove sono…a parte l’attacco diretto senza eleganza con le bombe a mano al modernismo (si spara sui morti…che tristezza…peggio di Bush che sparava sui civili). Io credo che sia l’ennesimo pre-testo per scavare la fossa (già abbondantemente profonda) del movimento moderno (nichilisti, fondamentalisti, lecourbouseriani e propagandisti…gente pericolosa…mah). In fin dei conti, caro Prof. Salingaros dal basso della mia (voluta) inconsapevolezza, mi permetta di dirle che questa è PROPAGANDA, non molto diversa da quella che lei contesta a Le Corbusier. E io francamente non ho nessun ritorno a difenderlo ma volevo solo farle osservare (tante volte non se ne sia accorto) che sta sparando su un cadavere (maestro o no) oramai in felice decomposizione, ignorando che il problema non è il passato ma i problemi sono presente e futuro.

La mia proposta è SI PENSI AD UNA VERA PROPOSTA.

http://www.archiwatch.it/2009/08/01/per-nikos-una-proposta.html

INTR(ufolat)O

•19 marzo 2009 • Lascia un commento

Da un po’ di tempo mi piace guardare…anzi spiare nelle vite degli altri senza necessariamente dover pedinare o intercettare nessuno….ed è un divertimento così singolare che non riesco a fare meno di introfularmi nei milioni di blog sparsi nella rete. Oramai sono riuscito a farlo diventare un ottimo hobby, gratuito e dai (ris)volti ragionevolmete positivi più che semplicemnete patologici.

Da un bel po’ di tempo mi piace scrivere, e tanto, ma tanto che riempio migliaia di fogli, di block-notes, carte e cartacce che conservo feticciosamente…ne avrò così tanti, da riempire uno di quei bustoni neri che uso per i rifiuti, “differenziati” ovviamente. Anche qui un non so che di patologico, ma mi angoscia pensare di buttar via quello che mi passa per la testa.

Da tempo immemore (forse dal mio primo vagito!) non faccio leggere a qualcuno quello che scrivo…e non per il banale timore del giudizio ma semplicemente perchè, come direbbe un new economy man, quando proproni un prodotto a qualcuno, questo ne deve essere veramente interessato per darti un giudizio critico…e io scrivo su qualsiasi cosa mi passi per la mente ed è difficile trovare ogni volta il giusto acquirente.

Ah si…poi  non riesco a mettere in ordine quello che scrivo o a conquistare una giusta e ragionevole (nonchè a volte sperata) conclusione..e quindi mi fermo… E poi ricomincio a scrivere……….

 
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