CONSUETUDINI E CONSEGUENZE – estate 2010 ovvero cartolina dall’Italia
Ricorderò (amaramente) a lungo quest’estate 2010, dimenticando magari il suo meglio, le vacanze, i giochi, gli amori, ma non scorderò certo quello che è accaduto all’Ita(g)lia. Non sarà facile non ricordarsi di Berlusconi e del suo governo, in crisi profonda, che (s)tenta di rimanere a galla alludendo ad una pseudo investitura personale dell’elettorato, ignorando di vivere in una democrazia parlamentare e non in una repubblica presidenziale. Non sarà semplice cancellare dalla mia mente l’allegra compagnia FIAT-Marchionne che in un giro di lancette ha cancellato conquiste sindacali di decenni di lotte. Non potrò non ricordare un ministro della (res)pubblica italiana pronto alla crisi ma a suo dire incapace di “permettersi robe come la 626″. Non potrò lasciar cadere nell’oblio dei miei ricordi un signore che spara di notte in piena Murgia ad un prete, scambiandolo per un cinghiale. Ci sono delle estati della vita, che non si dimenticheranno mai: la 2010 non la dimenticherò. La 2010 la ricorderò come l’estate delle consuetudini, come l’estate in cui le consuetudini vinsero e diventarono “legge”: l’estate in cui per sentito dire si è cambiata la legge elettorale; l’estate in cui per abitudine aziendale e convenienza economica un certo Sergio Marchionne annuncia che i suoi metalmeccanici non saranno più dei metalmeccanici, ma saranno mezzi metalmeccanici, un quarto schiavi, un quarto liberi professionisti (, s.q.b, 10 minuti di cottura a fuoco lento, ed è pronto); l’estate in cui, “povca puttana”, il MIO ministro dell’economia ha dichiarato che cambia il paniere ISTAT e che la sicurezza sul lavoro diventa un bene di lusso (IVA al 20%, non detraibile), una spesa da stornare, e chi no la rispetta non ha colpe perchè l’economia è in crisi…. benchè sufficiente non è più necessaria; l’estate in cui, in una murgia arida e desolata, per proteggere i raccolti dai cinghiali, i bracconieri (co-stretti) sparano nel buio (nella notte) contro qualsiasi massa vivente, magari dichiarando “eppur si muoveva!!!!”.
Un bacio dall’ITA(g)LIA


